Villa Astronia

La Leggenda

Villa Astronia, ristorante immerso nel verde del Parco naturale degli Astroni.

Sin dalle epoche più remote l’ uomo si è insediato in tali zone attirato dalla bellezza del paesaggio. Miti e leggende da sempre animano le foreste del luogo… . Si narra che all’ epoca in cui i greci arrivarono sulle nostre sponde trovarono una vegetazione rigogliosa, un clima dolce e tanta bellezza. La possenza della natura che esplodeva in tutta la sua forza portò un gruppo di marinai greci ad esplorare proprio la foresta degli Astroni. Il bosco ad ogni loro passo si infittiva sempre di più e presto si accorsero che il cammino alle loro spalle si perdeva in una foschia sempre più densa.

I tre marinai proseguirono fino al calar della notte, poi si accamparono sotto una grande albero accanto ad un piccolo stagno. I rumori del bosco si facevano sempre più insistenti ma la stanchezza chiuse loro le porte del suono e sprofondarono in un lungo sonno. Durante la notte la terra cominciò a tremare, i tre uomini si svegliarono e scapparono dividendosi. Il mattino dopo solo due di loro erano riusciti ad uscire dal bosco, dell’ altro uomo non se ne aveva traccia. Pensando che il loro amico si fosse già avviato verso la nave, decisero di ritornare alla loro base e nel caso in cui non l’ avessero rivisto sarebbero ritornati con dei rinforzi per cercarlo.

In tanto l’ altro marinaio continuava a vagare nel bosco stremato dalla stanchezza e dalla fame, quando dinanzi a lui si presentò una donna bellissima, dai tratti sinuosi e dalla pelle d’ avorio. Gli fece segno di seguirla e dopo un po’ si trovarono allo stagno della sera prima… c’era un bel sole e una tavola imbandita. L’uomo fu servito e poi si riposò su un giaciglio di fiori.

La donna era una Dea rifugiatasi nel bosco per sfuggire al dio Ades che aveva già rapito sua sorella Persefone, portandola con sé negli abissi oscuri della terra…La Dea, quando l’ uomo fu sveglio, si fece narrare da questi delle sue avventure per i mari. Nel fascino di quei racconti nacque un forte amore… ma alla Dea non era permesso amare un umano e fu subito punita.

Il suo corpo di donna fu trasformato in quello di un Cigno e solo in notte fonda avrebbe potuto riprendere le sue sembianze… si racconta che la sua anima vegli ancora sugli Astroni, in attesa dei racconti di mari lontani sorvolati da interi stormi di uccelli migratori. In quanto all’ uomo, questi ritornò alla sua nave e raccontò in ogni porto la sua storia, conservando nel cuore l’amore per la sua Dea. La storia narra ancora che il dio Ades liberò dalla punizione Astronia dopo due secoli. Ritornati alla libertà la dea Astronia si consacrò alla protezione dei bambini, che tanto amano la natura, delle nozze e delle leggi rurali.